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Cartoline di Pegli   
Chiesa dei SS. Martino e Benedetto

 




La Chiesa di San Martino come era nell'Ottocento in una cartolina del primo Novecento.

La Chiesa di San Martino fino al 1924 in una foto di Giuseppe Amatucci. Tratto dal libro "la Parrocchia Matrice di Pegli".

 

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San Martino con la sua splendida facciata negli anni '70

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Ancora la facciata della chiesa di San Martino ripresa dopo il duemila.

Ricordo della consacrazione delle campane della Parrocchia Matrice di San Martino e Benedetto avvenuta il 31 Agosto del 1949.

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L'interno della chiesa di San Martino ripreso negli anni '30.

Particolare di San Martino,pala dell' altare di Santa Rosalia, foto Marconi, anni '70.

Particolare di San Martino, l' affresco di Cristo Redentore  di A. Quinzio (1906). Cartolina del 2000, foto di Giorgio Fuiano.

Particolare di San Martino, le vetrate laterali dell' abside. Cartolina del 2000, foto di Giorgio Fuiano.

Particolare di San Martino, l' affresco grande della volta di A. Quinzio (1906). Foto Marconi, anni '70.

Particolare di San Martino,l' organo, foto Marconi, anni '70.

Fotografia del 1935 con i portatori della cassa di Santa Rosalia, protettrice di Pegli, nella via Umberto I (attuale Viale Giorgio Modugno), davanti all'ingresso della Villa Rosa. In centro il capocassa Sig. Cannonero detto "Canon". Tratto dal libro "Pegli nel tempo e nei tempi".

Portatori della cassa di San Martino. In primo piano con i tabarrini ricamati, da sx Giovanni Montaldo (Gioanin do Boe) con il pastorale, Damonte del Melinotto e Bepin di Cunduti con il sorgentino e Matteo Corbini con il pastorale. Tratto dal libro "Pegli nel tempo e nei tempi".

Porta principale dell'Oratorio di San Martino.  Foto Amatucci tratta dal libro "L'Oratorio di San Martino di Pegli".

Parete di fondo nell'oratorio con il quadro di Gesù nella casa di Simone il Lebbroso (anno 1718) e i sedili in noce dei Superiori (anno 1740). Foto Amatucci tratta dal libro "L'Oratorio di San Martino di Pegli".   

Uno dei grandi Cristi in processione.  Foto Amatucci tratta dal libro "L'Oratorio di San Martino di Pegli". 

Processione con i fiocchi di S. Martino. Foto Amatucci tratta dal libro "L'Oratorio di San Martino di Pegli". 

La più antica delle chiese pegliesi fu fondata nell'XI secolo (prime notizie intorno al 1140) dai benedettini dell'abbazia di S. Siro; se ne ha notizia per la prima volta in un documento del papa Adriano IV (1157). Rimase una dipendenza di San Siro fino al 1530, quando, ormai abbandonata, fu assegnata da papa Clemente VII ad altri benedettini, quelli di San Nicolò del Boschetto. Nel 1620 la chiesa fu ricostruita, a tre navate e sette altari; restaurata dai Grimaldi tra il 1713 e il 1719 e nuovamente ricostruita tra il 1797 e il 1799 su progetto di Giuseppe Scaniglia, portando a dieci il numero delle cappelle laterali, decorate dal pittore sampierdarenese Giacomo Storace. I benedettini furono allontanati nel 1807 e la chiesa fu affidata al clero secolare. Nel 1861 il marchese Ignazio Pallavicini volle trasformare il campanile in forme neoclassiche, dotandolo di una piccola cupola identica a quella del tempio di Diana del suo parco romantico, adiacente alla chiesa; lo stesso marchese fece realizzare le nuove campane e sostituire il vecchio organo. Un'altra importante modifica fu attuata all'inizio del Novecento, trasformando, su progetto di Tito Picasso e con il contributo di Teresa Durazzo Pallavicini, le tre anguste navate in un'unica grande aula, la cui volta venne decorata da Giovanni e Antonio Orazio Quinzio con affreschi raffiguranti il "Redentore" nella volta del presbiterio e il "Trionfo di San Martino" in quella della navata. Ad Antonio Orazio Quinzio si deve anche il dipinto raffigurante "Santa Rosalia". Nel 1919 vi fecero ritorno i benedettini, che ancora oggi reggono la parrocchia; negli anni venti la chiesa ebbe una nuova facciata, su disegno del milanese Bianchi. Nella chiesa sono conservate alcune reliquie di santa Rosalia, la santa palermitana patrona del quartiere, qui trasferite nel XVII secolo dal vescovo di Palermo Giannettino Doria, figlio di Gianandrea Doria, proprietario della Villa Doria Centurione. La santa è festeggiata a Pegli con grande solennità il 4 settembre. (Da Wikipedia).

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La chiesa di San Martino e' la piu' antica di Pegli ed ha origini gia' nel secolo XI. Questa cartolina e' degli anni '30.
 
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San Martino in una cartolina degli anni '50.



Il campanile da una foto di Giorgio Fuiano, anni 2000.



La chiesa da un' altra angolazione nel 1947.

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Il ritratto di Santa Rosalia, patrona di Pegli, nell' interno della chiesa di San Martino  negli anni '30. 



Particolare di San Martino,la Madonna della salute, foto Marconi, anni '70.



Particolare di San Martino, l' affresco Trionfo di S. Martino di A. Quinzio (1906). Cartolina del 2000, foto di Giorgio Fuiano.



Particolare di San Martino, l' affresco di Santa Rosalia di A. Quinzio (1906). Cartolina del 2000, foto di Giorgio Fuiano.



Particolare di San Martino,l' altare di Santa Rosalia, foto Marconi, anno 1973.



Particolare di San Martino,l' altare della Madonna della Salute, foto Marconi, anni '70.



I "Cristezzanti" della Arciconfraternita di San Martino. Da dx: Bepin di Cunduti, Pietro Carlini, Giovanni Canepa (Bagollo), Gioanin di Val Varenna e Felicin di Castagna. A sx il portatore di Cristo Mimmo da Pinea. Tratto dal libro "Pegli nel tempo e nei tempi".



Esterno, veduta di insieme: oratorio, circolo S. Rosalia e parrocchia. Foto Amatucci tratta dal libro "L'Oratorio di San Martino di Pegli".



Cassa e Statua di S. Martino. Foto Amatucci tratta dal libro "L'Oratorio di San Martino di Pegli". 



Codice in pergamena degli Statuti della Confraternita dell'Oratorio di San Martino, scritti nel 1604. Foto Amatucci tratta dal libro "L'Oratorio di San Martino di Pegli". 



Sfarzo di cappe e tabarrini..Foto Amatucci tratta dal libro "L'Oratorio di San Martino di Pegli".