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Cartoline
Villa Durazzo
Pallavicini
Lago Grande
Dopo aver ammirato in tutta la loro bellezza le grotte, intese
come inferi danteschi, il visitatore ottocentesco, purificato
dal fuoco dell' inferno, era invitato dalla guida a prendere
posto su una barchetta che lo avrebbe condotto alla scena
del Lago grande. Il passaggio dalla
penombra all' intensita' della luce diurna, che si rifrange sul
pelo dell' acqua, e' drastico, quasi accecante. Il lago,
delimitato da una vegetazione varia, si presenta come un ampio
specchio di acqua interrotto dalla presenza di isolette dalla
forma sinuosa e da architetture in vari stili. La
Pagoda cinese (prima cartolina), il
Chiosco turno (seconda cartolina),
il Tempietto greco (terza
cartolina), il Ponte romano (quarta
cartolina ritratto assieme al tempio greco ed al chiosco turco),
l' Obelisco egizio (quinta
cartolina): il lago e' concepito come la rappresentazione del
paradiso, del luogo dove si incontrano purificate tutte le genti
della terra, dove ogni singola etnia e' rappresentata da una
architettura.
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